2008 ::: L’arrivo per San Donato 
Pubblicato: 7 agosto 2008
Ed infine di fronte a noi il duomo di Arezzo, in festa nel giorno del patrono della diocesi, San Donato.
Attraversiamo cantando il corso, con gente che ci guarda di traverso, altra che canta con noi, altra ancora che ci scatta delle foto.
La salita del colle aretino sembra una bazzecola rispetto a quanto abbiamo visto fin qui, ma l’emozione per avercela fatta, per essere arrivati fino in fondo, è tanta.
Il fiato ci viene meno proprio all’ultimo e la canzone che stavamo cantando, si strozza un po’ in gola.
La cattedrale si avvicina sempre di più, imponente. Il suono del campanone ci accoglie.
Tornano alla mente tutti i momenti di questo cammino, quelli più difficili e quelli più belli.
I tanti attimi di silenzio, soli con i propri pensieri e i tanti altri assieme agli altri.
Le messe dette ogni giorno, un’esperienza mai provata, che sento avermi segnato profondamente,
più della fatica, più del sudore.
Ci siamo, siamo di fronte al sagrato.
Ci fermiamo, è una settimana che aspettiamo questo momento.
Gli ultimi secondi, davanti al nostro traguardo finale, sembrano infiniti.
Mi inginocchio e bacio il gradino d’ingresso della cattedrale.
Ce l’ho fatta.
San Donato è lì che ci aspetta, lo salutiamo, ci inginocchiamo anche di fronte a lui.
La Messa con il vescovo sta per iniziare, ma manca ancora qualcosa per completare il cammino.
Mi inginocchio ancora una volta, chiedo perdono al Signore per tutti i miei peccati, mi Riconcilio con Lui, finalmente.
Ricevo l’assoluzione.
La mia anima è più leggera.
Ora si che l’Homo Viator è concluso, ma la voglia di proseguire il cammino,
di non fermarsi qua, di crescere ancora, me la porterò dentro.