2009 ::: e’ già passato un anno 
Pubblicato: 5 agosto 2009
E’ già passato un anno dell’arrivo nella Cattedrale di Arezzo. E mi trovo di nuovo qui a mettere, passo dopo passo, il mio cuore nelle mani di Gesù perchè posta ristorarlo XXXXX, “rianimarlo”.
Si pensa meglio quando il corpo è masticato dalla fatica, quando la polvere, il caldo XXXX e lo XXXX sforzo la fanno da padroni.
Essere pellegrino, viaggiare col minimo indispensabile riporta tutto alla sua dimensione reale: l’essenziale.
E’ proprio così. XXXX Me ne accorgo solo ora di quanto basti poco per essere felici, per riaccendere l’entusiasmo e la gioia (quella vera) nella mia vita!
Guardando i paesaggi lungo la via francigena, il tramonto sul lago di Bolsena XXXXXXX posso solo pensare che è seminato a buon grano il mondo: il mondo è bello, l’uomo è buono.
Difficile da credere in certi momenti, ma è proprio così. XXXXXXXXXX Basta solo accorgermene. XXXXXX Durante questo anno tra la fatica dello studio ed il resto, avevo perduto questa limpidezza, questa essenzialità della vita e del cuore, ma adesso sento che ci sono di nuovo, che il cuore ricomincia a respirare, la fatica diventa “perfetta letizia” e XXXXXX i miei compagni “fratelli di viaggio”.
Tra poco ripartiamo, ci aspettano altri 10 km di cammino, ma la “strada” la conosco, si tratta solo di camminare.
Signore, ti affido tutto di questo viaggio: la fatica, i miei compagni, i volti delle persone che ho incontrato, la gioia di camminare: a tutto il resto pensaci tu!
Eleonora
P.S. le XXXXXXXXX, che sono segno delle cancellature, fanno parte del mio scrivere
2009 ::: a Monterosi 
Pubblicato: 5 agosto 2009
A parte tutti gli scherzi, le cose leggere che si leggono nelle pagine precedenti, l’Homo viator si rivela sempre più una grandissima esperienza di viaggio, sia in senso concreto che in senso interiore. A me fa impressione pensare che Roma l’8 agosto sarà per noi pellegrini del 2009 una conquista, una mèta raggiunta dopo un percorso faticoso, stancante, a tratti pericolosi, lungo.
La vedremo con gli stessi occhi con cui la vedremmo se ci fossimo arrivati dopo tre comode ore in treno o auto? Sicuramente no.
Sono sicura che sarà per noi una sorpresa, una meraviglia, come doveva esserlo per i pellegrini di centinaia di anni fa.
Per questo grazie Signore, perchè ci fai guardare ogni cosa con occhi nuovi e dai valore ad ogni piccola cosa dimenticata o scontata.
Maria Chiara
2009 ::: La giornata del pellegrino – parte prima 
Pubblicato: 5 agosto 2009
00:00 russamenti vari (e s’inizia…)
01:00 come sopra (la notte è ancora lunga)
…
03:00 sembra sia suonata la sveglia
03:00:01 accensione istantanea delle luci
03:05 corsa (lenta causa postumi) al bagno per la fila
03:06 sveglia forzata per i ritardatari
03:27 momento di panico generale: come rimettere gli zaini ?!
03:30 sento un certo languorino. No problem… Brioche col succhino.
03:45 rifornimento idrico. Più che acqua sono miniere di sali minerali.
04:00 momento serietà: Padre nostro, Ave Maria, Angelo di Dio
04:01:01 UFFA! Sono stanco! Ma siamo arrivati????
04:12:03 Prima sosta: si aspettano quelli in fondo (vero D.D. ?)
04:13 fino alle 6:00 CAMMINO (finalmente!!!)
06:30 Richiesta disperata e piangente al Pulcio, inoltrata tramite carta bollata previo sigillo papale: Pulcio! Ma ci si ferma al bar? risposta: altri 5 minuti e basta
06:31 fino alle 9:00 arrancando disperatamente in coma ipoglicemico sotto il diluvio universale! (“hai visto il peccato?” Piomboni dixit)
09:01 BAR (1,60 € = pasta + cappuccio) a seguire panino + sprite (prezzo variabile)
Fine prima parte
2009 ::: 4 agosto ::: affidiamoci al Santo Curato d’Ars 
Pubblicato: 4 agosto 2009
Oggi è una giornata molto importante per il mio pellegrinaggio verso Roma.
Oltre ad essere il mio compleanno, che ormai festeggio in cammino da tre anni, si ricorda nella liturgia il Santo Curato d’Ars, protettore di tutti i parroci e confessori.
La sua figura mi affascina e mi spinge ad essere sempre in cammino verso la santità.
Inoltre è un giorno importante perchè quel cuore rigido e indurito che era partito da Arezzo oggi ha avuto un accenno di calore. Sarà la stanchezza, la sofferenza degli ultimi passi, l’affetto di chi ci sta accompagnando, insomma Dio mi ha permesso per l’ennesima volta di sentirmi amato, ma soprattutto di meravigliarmi.
Un pellegrino ha sempre l’occasione di meravigliarsi dall’alba al tramonto, basta che sia capace di fermarsi mentre si cammina.
Con grande cuore vi porto con me.
don Danilo