Ho aspettato questo momento con tanta trepidazione e ora non vorrei proprio abbandonare questa stupenda avventura. Vedendo Arezzo dall’alto (dal Monte Gozo aretino – Poti) mi sono venuti in mente tanti momenti passati in questi 16 giorni e soprattutto le tappe con le loro bellezze e le loro grandi difficoltà.
Ogni tappa è stata caratterizzata da una difficoltà diversa: la sete, il mangiare, le salite, le discese, gli sbagli di sentiero, il caldo torrido, l’acqua, il freddo, il vento, l’ombra, il riposo e l’estrema fatica. Un cammino porta in sè una ricchezza che riusciremo a riconoscere solo fra qualche tempo e per ognuno sarà diversa.
Una delle cose che mi porto dietro è l’essermi scontrato con i miei limiti. E’ stata un’occasione per crescere e diventare sempre più forti. Una cosa che mi ha reso felicissimo è l’aver sentito S.Donato molto vicino, il Signore intervenire in ogni momento e l’essermi abbandonato completamente alla Provvidenza.
Un cammino è prima di tutto personale. Chi non capisce questo sentirà il cammino come un peso e al primo ostacolo si fermerà. Io ho sentito il bisogno di camminare ogni giorno sempre di più.
Mi sento pronto sempre di più a donare il mio SI a Dio ogni giorno.
E’ stato anche camminare con gli altri (chi sta bene con se stesso, sta bene anche con gli altri) e questa è un’altra bella scoperta. Solo Dio sa i tempi e il luogo in cui dobbiamo intraprendere il cammino, ecco perchè non mi preoccupo delle difficoltà del cammino, ma dell’occasione da dare così come io l’ho ricevuta. Ogni ragazzo ha portato del suo nel cammino rendendolo un’occasione d’incontro di fede e di carità. 16 giorni sono volati, ma ogni tanto mi è sembrato di camminare da mesi. Non ho la forza di smettere, il cammino non finisce mai, ma so anche che Danilo è sempre un uomo e ha bisogno di riposarsi.
So solo che il cammino accompagnerà la mia vita, a volte sarà la vita di tutti i giorni, in altri casi sarà occasione di pianto e a volte di grande gioia, ma alla fine sarà maestro di vita. E allora BUON CAMMINO a chiunque si mette in viaggio, anzi a chiunque considera la sua esistenza un cammino di vita e di fede.
Con affetto
Don Danilo
Siamo in cammino e sono gli ultimi 4km di questo meraviglioso pellegrinaggio e sto ripensando a tutti i momenti passati e non mi va proprio di tornare a casa!! Uffa!! E per concludere dopo il brodo di ieri sera un enorme bacio agli Angeli che mi hanno fatto sentire parte di coro e a tutti coloro che hanno camminato con me!!
Ai miei Angeli della Speranza, che in questi giorni si sono mossi per tutto il territorio della Diocesi per portare pace, gioia, amore e speranza benedico di cuore.
+ Gualtiero Bassetti
Pieve di Santa Eugenia al Bagnoro
13:15 Siamo ormai in viaggio verso il Duomo di Arezzo, anzi adesso che scrivo, siamo già dentro da alcuni minuti.
Questi chilometri che ho fatto insieme ai miei amici e persone che poi lo diventate, è stato indescrivibile. Solo adesso capisco in pieno il significato del nostro nome, “Angeli della Speranza”, eravamo noi che quando entravamo nei paesi davamo quell’aria di allegria. Siamo noi giovani di oggi, la SPERANZA di un mondo nuovo nel Suo nome.
Come poi ho ripetuto il Vescovo durante la sua esortazione “noi dobbiamo essere la luce di speranza che accende il mondo, per dargli quella luce che solo noi possiamo dargli”.
Grazie a tutti
Fede
E’ finito tutto… o meglio, è iniziato il cammino con la diocesi che quest’anno finirà con l’Agorà di Loreto…non vedo l’ora, e così rivedrò Beppe e Luca e tutti quei ragazzi conosciuti in questa strepitosa esperienza, vi voglio un mondo di bene…. Ma soprattutto voglio dire grazie di cuore a Danilo (don) che senza di lui non ci sarebbe stato niente….
Giulia
Doveva essere una camminata di una giornata ma la voglia di vivere momenti di condivisione di testimonianza mi a fatto continuare fino alla fine.
Grazie LUCA Z.
Siamo arrivati alla fine di questa avventura dovevo camminare per un giorno solo e invece….. eccomi qua al Duomo di Arezzo. Non ho avuto il tempo per poterti scrivere. E’ stato un cammino duro soprattutto quando eravamo in tre, ma poi eccoli qua gli “Angeli della Speranza” di Sansepolcro. Appena arrivati non sapevo come unirmi a loro ma poi dopo vari giorni ho fatto amicizia con loro. Ho legato molto con tutto il gruppo ma in particolare con Alessio, Matteo, Giulia, Sofia, la Spepera e tutti gli altri che adesso non sto ad elencare perchè sono tanti. Mi hanno fatto ridere soprattutto in quelle salite che (a ripensarci mi vengono i brividi). Il cammino è stato duro e la fatica è stata tanta, ma soprattutto le vesciche che negli ultimi chilometri mi hanno fatto soffrire. Devo ringraziare soprattutto quelli che ho elencato sopra perchè mi hanno fatto diventire tantissimo, grazie ragazzi vi porterò sempre nel cuore e non vi scorderò mai.
Ciao
